Inquinamento delle acque

I dati a disposizione riguardanti la qualità delle acque superficiali nel territorio di Lumezzane confermano una situazione di forte criticità, con un giudizio complessivo di "pessimo", a seguito dei monitoraggi del triennio 2001-2003.

Guardando a una serie temporale più lunga (a partire dai monitoraggi del 1988), emerge come non si tratti di una situazione momentanea, quanto, piuttosto, di una situazione ormai cronica, che non manifesta particolari discontinuità e che è ovvio riportare . visto l'andamento dei macrodescrittori . all'assenza di un sistema di depurazione delle acque reflue.

Oltre al carico inquinante di natura organica, si è ritenuto opportuno guardare anche alla contaminazione da metalli, la cui presenza rimanda alle numerose e caratteristiche attività manifatturiere della lavorazione dei metalli.

Significativi, a questo proposito, anche i dati dei campionamenti, effettuati nel 2005, dalla Provincia di Brescia e dal Comune di Lumezzane, che hanno riscontrato la presenza di metalli superiore ai limiti normativi in più punti e in più occasioni.

La situazione particolarmente complessa del sistema di raccolta delle acque reflue e del reticolo idrico, rende problematica l'individuazione di possibili strategie di intervento per contenere l'impatto sulle acque superficiale derivante dagli scarichi urbani, che potrà essere risolto solo con un unico sistema di collettamento delle acque reflue esterno e indipendente dal reticolo idrico e dal Gobbia.

Diversa la situazione indotta dagli scarichi derivanti dalle attività produttive, a cui si ritiene possa essere ricondotta la presenza di inquinanti come i metalli, che non potranno essere accettati nella rete fognaria se non a condizione di un pieno e costante rispetto dei limiti normativi.

 

L'Ufficio Ambiente, sotto la direzione dell'arch. Pedretti e il coordinamento tecnico del geom. Dusi, nel 2005 ha attuato una serie di iniziative per il monitoraggio della qualità delle acque - pubbliche fognature (PF) e corpi idrici superficiali (CIS) - nel territorio lumezzanese. 

La (cattiva) qualità delle acque è ritenuta la priorità ambientale per l'Amministrazione del Comune di Lumezzane. 

La situazione di partenza nel 2004 mostrava come sui 23 campioni dei 100 e oltre terminali che affluiscono al Gobbia, che sono stati analizzati dall'Arpa su richiesta della Provincia, 5 risultavano fuori dai limiti per la presenza di metalli come Cromo, Rame, Zinco, Piombo, Alluminio.

 

Per l'anno 2005 si è deciso di attuare un monitoraggio puntuale, facendo campionare ed analizzare il Gobbia, gli scarichi delle aziende a rischio, le aste (i corpi d'acqua secondari che affluscono nel Gobbia) più inquinate in diversi punti, in modo da risalire gradualmente alle possibili fonti di inquinamento.

Nel 2005 si sono quindi effettuate

  • 32 analisi di campioni presi dal Torrente Gobbia, in diversi punti del corso
  • 82 analisi in CIS minori o in PF, di cui:
  • 23 x 2 volte = 46 analisi, sugli stessi terminali analizzati dall'Arpa nel 2004
  • 36 analisi in altri 36 punti, concentrati nelle aste più inquinate (il nr totale di punti di recapito delle PF nei CIS è 174)

 

Inoltre si sono svolte 42 analisi di reflui uscenti da aziende:

  • 2 volte in ogni attività galvanica relative alla presenza Cromo e metalli
  • 2 volte per attività di finitura superficiale metalli relative alla presenza di metalli
  • 1 volta per altre 5/6 attività di servizio potenziali fonti di inquinamento

 

1. Ad alcune aziende che dichiarano di utilizzare acqua nei processi produttivi con ciclo chiuso, si sono richiesti i formulari di smaltimento dei rifiuti per verificare l'utilizzo di acqua degli impianti e il corrispondente aumento di rifiuti smaltiti.

2. Insieme al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri sono state effettuati 3 sopralluoghi presso aziende.

 

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I passi futuri, legati anche alle disponibilità di bilancio e al probabile passaggio a soggetti diversi della gestione del Servizio Idrico Integrato, sono a nostro parere i seguenti:

1. Continuare l'attività di analisi estendendole alle altre aste finore non monitorate in dettaglio

2. In parallelo a questa analisi di dettaglio, costituire un database del territorio e del reticolo idrico, collegando ogni punto di ispezione alle attività produttive che vi scaricano.

3. Al termine, determinare un campione di punti adeguatamente distribuiti sul territorio, da tenere monitorati con periodicità costante (i dati delle analisi sono stati opportunamente archiviati)

4. Dotarsi di un servizio di guardia attiva, dotato di attrezzature di monitoraggio in continuo, capaci di trasmettere i dati come fa una centralina della qualità dell'aria, in grado di essere spostate con facilità nei vari punti del territorio, offrendo un monitoraggio anche dei momenti più "a rischio" come le giornate di pioggia, le festività, ecc. Il servizio di guardia attiva per il presidio del territorio potrebbe essere istituito anche insieme ad altri Comuni ed enti (Provincia, Comunità Montana..)

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Una riflessione: le analisi e il monitoraggio non risolveranno mai del tutto il problema dell'inquinamento delle acque. La coscienza del tema ambientale è il vero centro del problema, e questa coscienza va cresciuta e curata nel lungo periodo, più con l'educazione che con la repressione.

Compito delle istituzioni, però è quello di istituire un sistema di controllo attivo, efficace, scientifico, come un deterrente per i comportamenti illegali.

Ultima modifica: Lun, 14/12/2015 - 18:51